Elemento Indigeno
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VINO

VINO

SELENE COTE DE BROUILLY GAMAY | 2021

VIN0419-21

Elemento Indigeno
750 ml

Scheda tecnica

  • Paese Francia
  • Elemento Primo GAMAY
  • Colore Rosso
  • Tipologia Bolla
  • Peculiarità Varietà autoctona
  • Alcol 13.00%
  • Tappo Sughero

Vinificazione e Affinamento

100% Gamay da una parcella situata in Côte de Brouilly, uno dei 10 cru del Beaujolais i cui vigneti si inerpicano sulle pendici dell’omonimo monte; si tratta di terreni di granito e diorite, quindi suoli duri, che trasmettono autorevolezza ai loro vini. Macerazione carbonica più breve, di circa 10 giorni, a causa della già alta concentrazione dei frutti, trattandosi di una parcella con terreni molto più porosi e quindi dal più rapido drenaggio; alla macerazione carbonica seguono 12 mesi di affinamento in botte.

Descrizione Vino

Colore intenso, granato e porpora: autorevole, profondo, strutturato. Un vino in cui la bacca è prorompente e l’influenza della roccia minerale è esplosiva; da bere per farsi sorprendere dalla persistenza, al punto da volerne fare scorta per le fredde serate invernali.

Séléné

Francia

Séléné

Poco più a sud di quelli che sono considerati i migliori cru del Beaujolais, si affaccia un paesino di 1421 anime.  Percorrendo la strada che da nord porta a Blacé, questo il nome, vi troverete a seguire il corso della Saona, immersi nel cuore del Beaujolais; premessa fondamentale, questa del viaggio, per immergersi nei vini di Sylvère. Giovane vignaiolo, nel 2012 Sylvère Trichard rileva 4 ettari di vigne precedentemente appartenuti allo zio; lo fa grazie alla consapevolezza acquisita durante l’esperienza presso Domaine Belluard, in Savoia, dove ha imparato l’ideologia del vignaiolo artigiano insieme ai principi fondanti della biodinamica. Nel 2018, Sylvère e Mathilde Sotier, la sua compagna, riescono ad applicare questi principi ai loro ettari, facendo ritorno alla biodinamica, già applicata su quei suoli dal loro predecessore. Le vigne hanno le radici in terreni di argilla sabbiosa su granito, una combinazione destinata a manifestarsi sottoforma di vini eterei e filigranati; e questi vini diventeranno sì eterei, ma anche vibranti. Sarà mica l’influenza della musica che Sylvère ascolta in cantina, tipo il punk dei “the Distillers”? Certo è che il risultato finale parla del Beaujolais usando un linguaggio comune, ma non banale, frutto di un’identità chiara; vini puliti, energetici, profondi, che vengono sottoposti a macerazioni semi-carboniche e lasciati maturare principalmente in vasche di cemento o grandi botti di legno.

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