Elemento Indigeno
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VINO

VINO

SELENE BEAUJOLAIS CUVEE DE PRINTEMPS GAMAY | 2022

VIN0424-22

Elemento Indigeno
750 ml

Scheda tecnica

  • Paese Francia
  • Elemento Primo GAMAY
  • Colore Rosso
  • Tipologia Bolla
  • Peculiarità Varietà autoctona
  • Alcol 13.50%
  • Tappo Sughero

Vinificazione e Affinamento

Assemblaggio di Gamay dalle parcelle di Sylvère e Mathilde e da parcelle dei loro vicini, date le basse rese del Domaine nell’annata del 2021. 15 giorni di macerazione carbonica in cemento; segue la pressatura, fatta anch’essa in cemento, dove poi il vino sosterà per 6 mesi di maturazione, prima dell’imbottigliamento.

Descrizione Vino

Vin de copains: un Gamay primaverile, da bere per festeggiare i primi soli caldi che preannunciano l’estate, quando ancora si può contare su di una brezza fresca che non fa passare la voglia di bere vini rossi. Morbido, leggero, ricco di frutti rossi vibranti e di alcune sfumature erbacee.

Séléné

Francia

Séléné

Poco più a sud di quelli che sono considerati i migliori cru del Beaujolais, si affaccia un paesino di 1421 anime.  Percorrendo la strada che da nord porta a Blacé, questo il nome, vi troverete a seguire il corso della Saona, immersi nel cuore del Beaujolais; premessa fondamentale, questa del viaggio, per immergersi nei vini di Sylvère. Giovane vignaiolo, nel 2012 Sylvère Trichard rileva 4 ettari di vigne precedentemente appartenuti allo zio; lo fa grazie alla consapevolezza acquisita durante l’esperienza presso Domaine Belluard, in Savoia, dove ha imparato l’ideologia del vignaiolo artigiano insieme ai principi fondanti della biodinamica. Nel 2018, Sylvère e Mathilde Sotier, la sua compagna, riescono ad applicare questi principi ai loro ettari, facendo ritorno alla biodinamica, già applicata su quei suoli dal loro predecessore. Le vigne hanno le radici in terreni di argilla sabbiosa su granito, una combinazione destinata a manifestarsi sottoforma di vini eterei e filigranati; e questi vini diventeranno sì eterei, ma anche vibranti. Sarà mica l’influenza della musica che Sylvère ascolta in cantina, tipo il punk dei “the Distillers”? Certo è che il risultato finale parla del Beaujolais usando un linguaggio comune, ma non banale, frutto di un’identità chiara; vini puliti, energetici, profondi, che vengono sottoposti a macerazioni semi-carboniche e lasciati maturare principalmente in vasche di cemento o grandi botti di legno.

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