Elemento Indigeno
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VINO

VINO

LA VEDETTA BARBERA D'ASTI DOCG SARASINO

VIN0500-23

Elemento Indigeno
750 ml

Scheda tecnica

  • Categoria WINE IS ROOTS
  • Colore Rosso
  • Peculiarità Varietà autoctona
  • Alcol 13.00%
  • Tappo Tecnico

Vinificazione e Affinamento

La Barbera di La Vedetta nasce da un vigneto di 7 anni, con esposizione a sud, nel cuore del Comune di Castagnole delle Lanze. Le uve vengono selezionate con attenzione durante la vendemmia, che si svolge nella terza decade di settembre. In cantina, il processo di fermentazione ha una durata di circa 15 giorni e si svolge in vasche di acciaio inox. Dopo la fermentazione malolattica, il vino affina in un perfetto equilibrio tra cemento e grandi botti Gamba, utilizzando legni selezionati personalmente dal fondatore

Descrizione Vino

Si tratta di una Barbera che si distingue per il suo frutto vibrante e la vivace acidità. Sempre elegante e piacevole, offre un gusto diretto e giovanile, arricchito da una meravigliosa nota sapida che stimola il piacere di un altro bicchiere… e ancora un altro.

La Vedetta

WINE IS ROOTS

La Vedetta

La storia di La Vedetta è legata a un ritorno alle origini. Dopo anni di studi e lavoro all'estero, Marco Viglino ha deciso infatti di dedicarsi ai vigneti di famiglia, con il supporto dello zio, Michele, esperto di quei territori e coinvolgendo in questo suo sogno anche la compagna, Swantje Rausch. Insieme, hanno creato vini che riflettono la bellezza e la tradizione delle Langhe. La tenuta si trova in una delle zone più suggestive del Barbaresco, caratterizzata da un microclima ideale e una morfologia dei vigneti unica, con panorami spettacolari come quelli dell'anfiteatro della Martinenga e del Rabajà. Il cuore della produzione è il cru Cà Grossa, un vigneto di nebbiolo situato tra Roncagliette e Rio Sordo. I terreni, con suoli marnosi e calcarei, garantiscono vini freschi e di grande finezza aromatica mentre la parte non vitata della proprietà, di 17 ettari ne coltivano infatti solo 2 – quelli con le superfici meglio esposte- è occupata da boschi e noccioleti, piantati negli anni ’50 da Lorenzo Cillario, nonno di Marco.

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