Elemento Indigeno
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VINO

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TENUTA IL NESPOLO BARBERA D'ASTI DOCG TANTEVI BARBERA | 2021

VIN0431-21

Elemento Indigeno
750 ml

Scheda tecnica

  • Categoria WINE IS A REMATCH
  • Elemento Primo BARBERA
  • Colore Rosso
  • Peculiarità Varietà autoctona
  • Alcol 14.50%
  • Tappo Tecnico

Vinificazione e Affinamento

Le uve provengono dai migliori appezzamenti aziendali piantati a Barbera, con esposizione a Nord-Ovest, su suoli calcareo-argillosi. La raccolta avviene tra la seconda e la terza settimana di settembre, a cui seguono la pigiatura, che deve avvenire nel più breve tempo possibile, e la macerazione in vasche di acciaio inox, dove nel frattempo comincia il processo di fermentazione, della durata di 10-12 giorni. Svinatura, fermentazione malolattica in acciaio o cemento, dove verrà poi lasciato affinare dai 6 ai 9 mesi.

Descrizione Vino

La classica Barbera da far bere agli amici che di Barbera non ne hanno mai veramente bevuta; colore rosso rubino con riflessi violacei, polifenoli e acidità tipici della Barbera d’Asti, profumo intenso di frutti, ma quelli con il nòcciolo, e infatti il naso lo fa da padrone la ciliegia. Dal carattere autoritario delle generazioni di vignaioli che hanno preceduto Luca, con un taglio giovane, dinamico, evolutivo, come la sua generazione; sapido e pieno in bocca, con spiccata acidità e una lieve ma netta tannicità, destinata ad attenuarsi negli anni. Da tutti i pasti.

Tenuta Il Nespolo

WINE IS A REMATCH

Tenuta Il Nespolo

Piedi ben piantati a terra, sguardo al futuro; questo è Luca, che oggi, con il padre Domenico, scrive i nuovi capitoli della storia dell’azienda. La terra dove hanno radici Luca e le vigne che coltiva con dedizione, è quella di Moasca, nell’astigiano, dove dai primi anni ‘60 nonno Giovanni si dedica alla trasformazione dell’uva; all’inizio solo in piccole quantità per un vino destinato al commercio in damigiana, talmente pochi erano i vigneti a disposizione. Quelli di nonno Giovanni erano anni in cui la monocoltura non aveva ancora preso la ribalta, anni in cui le aziende agricole destinavano gli appezzamenti a produzioni eterogenee: dai meleti all’allevamento di bovini e maiali. Passano gli anni, le superfici vitate aumentano, si smette gradualmente di allevare gli animi; a questo punto nonno Giovanni decide di lasciare il timone ai due figli, Domenico ed Enzo, che di comune accordo, decidono di dare all’azienda un taglio totalmente vitivinicolo, espandendone i canali di vendita - ed estirpando gli ultimi meleti rimasti, primo ricordo vivido di Luca, che si racconta da bambino, in braccio al papà, alla guida del trattore. Forse è stata proprio la vividità di questi ricordi ad accrescere in Luca la volontà di studiare per poter essere la terza generazione alla guida dell’azienda; prima la scuola enologica di Alba, poi la facoltà di Viticoltura ed Enologia dell’Università di Torino, dove prova il test d’ingresso quasi per gioco. Viene preso, accetta la sfida e lascia il lavoro che aveva trovato dopo i sei anni di scuola enologica.   Oggi Luca a Tenuta Il Nespolo applica quella che lui definisce “viticoltura di cognizione”, prendendosi cura degli ormai 12 ettari vitati, dove a farla da padrona è la Barbera, affiancata da Dolcetto, Favorita, Chardonnay e Moscato (con quest’ultimo la scintilla è scattata tardi – ci racconta Luca – nel 2016). La combinazione degli studi di Luca con l’esperienza di Domenico, la volontà di mantenere sempre in salute i terreni rispettando i cicli della natura, la produzione in continua evoluzione: questi sono i punti di forza di Tenuta Il Nespolo, grazie ai quali i vini diventano prodotti unici, identitari e caratterizzanti di un’ideologia vitivinicola ben precisa.

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