Elemento Indigeno
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VINO

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TENUTA IL NESPOLO VINO BIANCO TEMPERSS MOSCATO SECCO | 2022

VIN0430-22

Elemento Indigeno
750 ml

Scheda tecnica

  • Paese Italia
  • Elemento Primo MOSCATO
  • Colore Bianco
  • Alcol 12.50%
  • Tappo Tecnico

Vinificazione e Affinamento

Moscato secco dai più vecchi vigneti aziendali impiantati negli anni ‘60 sui classici sorì, quei vigneti in forte pendenza con vigne vecchie e esposte a Sud. Dopo la pigiatura segue la macerazione di 18 ore e la fermentazione, che viene avviata a temperatura controllata in acciaio. Il vino viene poi affinato, per un periodo che va da 6 a 9 mesi, in acciaio, sulle fecce fini.

Descrizione Vino

Vino Bianco Escamotage”; che cosa vuol dire? È una presa di posizione a favore del Moscato secco, fatta da giovani produttori agguerriti attraverso la creazione di un’associazione e la conseguente registrazione di un marchio: esCAMOtage. Lo scopo era di identificare un Moscato secco da basse rese in vigna, vigneti ben esposti allevati a guyot, gestione del suolo attenta all'ambiente; identificarlo per poi riportarlo all’attenzione del mercato, da tempo sopraffatto dal suo fratello più dolce. Uva la cui trasformazione risulta complessa, in termini di gestione, per via di quella punta amarognola che resta lì alla fine della vinificazione; nonostante questo, Temperss è un vino soddisfacente, dalle evidenti note minerali, corposo e intenso in bocca e mai aggressivo, grazie alla buona acidità.

Tenuta Il Nespolo

Italia

Tenuta Il Nespolo

Piedi ben piantati a terra, sguardo al futuro; questo è Luca, che oggi, con il padre Domenico, scrive i nuovi capitoli della storia dell’azienda. La terra dove hanno radici Luca e le vigne che coltiva con dedizione, è quella di Moasca, nell’astigiano, dove dai primi anni ‘60 nonno Giovanni si dedica alla trasformazione dell’uva; all’inizio solo in piccole quantità per un vino destinato al commercio in damigiana, talmente pochi erano i vigneti a disposizione. Quelli di nonno Giovanni erano anni in cui la monocoltura non aveva ancora preso la ribalta, anni in cui le aziende agricole destinavano gli appezzamenti a produzioni eterogenee: dai meleti all’allevamento di bovini e maiali. Passano gli anni, le superfici vitate aumentano, si smette gradualmente di allevare gli animi; a questo punto nonno Giovanni decide di lasciare il timone ai due figli, Domenico ed Enzo, che di comune accordo, decidono di dare all’azienda un taglio totalmente vitivinicolo, espandendone i canali di vendita - ed estirpando gli ultimi meleti rimasti, primo ricordo vivido di Luca, che si racconta da bambino, in braccio al papà, alla guida del trattore. Forse è stata proprio la vividità di questi ricordi ad accrescere in Luca la volontà di studiare per poter essere la terza generazione alla guida dell’azienda; prima la scuola enologica di Alba, poi la facoltà di Viticoltura ed Enologia dell’Università di Torino, dove prova il test d’ingresso quasi per gioco. Viene preso, accetta la sfida e lascia il lavoro che aveva trovato dopo i sei anni di scuola enologica.   Oggi Luca a Tenuta Il Nespolo applica quella che lui definisce “viticoltura di cognizione”, prendendosi cura degli ormai 12 ettari vitati, dove a farla da padrona è la Barbera, affiancata da Dolcetto, Favorita, Chardonnay e Moscato (con quest’ultimo la scintilla è scattata tardi – ci racconta Luca – nel 2016). La combinazione degli studi di Luca con l’esperienza di Domenico, la volontà di mantenere sempre in salute i terreni rispettando i cicli della natura, la produzione in continua evoluzione: questi sono i punti di forza di Tenuta Il Nespolo, grazie ai quali i vini diventano prodotti unici, identitari e caratterizzanti di un’ideologia vitivinicola ben precisa.

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